Quali sono le indicazioni dell’agopuntura?

Ogni anno vengono pubblicate centinaia di sperimentazioni cliniche che indagano l’efficacia dell’agopuntura in un numero crescente di patologie. Alla data del 19 agosto 2025 sulla National Library of Medicine dei National Institutes of Health statunitensi, la più grande banca dati al mondo di pubblicazioni di carattere medico, alla voce agopuntura sono repertoriati 49810 lavori scientifici.

Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, le patologie trattabili con l’Agopuntura sono numerose: malattie interne (asma, diabete, colite funzionale, ulcera duodenale, diarrea, stipsi, emorroidi, dispepsia, ipertensione arteriosa lieve); malattie dell’apparato genito-urinario (impotenza, infertilità, dismenorrea, sindrome premestruale, vaginite); malattie muscolo-scheletriche e neurologiche (artrosi, artrite, borsiti, sciatica, tendiniti, cefalea, emicrania, nevralgia del trigemino, postumi di ictus cerebrale); malattie dell’orecchio/naso/gola (cali dell’udito, vertigini, acufeni, sinusite, faringite cronica); malattie infettive (bronchite, raffreddore comune, rinite allergica, epatite); malattie cutanee (acne, eczema, herpes simplex e zoster); malattie mentali ed emozionali (ansia, stress, depressione, insonnia). È possibile consultare il documento dell’Organizzazione Mondiale della Sanità “Acupuncture Review and Analysis of Reports on Controlled Clinical Trials” per un elenco dettagliato degli studi in merito. 

La lista è molto lunga e riportarla per intero è forse inutile, in quanto tutte le affezioni sono suscettibili di miglioramenti, alcune fino alla guarigione. Esiste però una notevole differenza tra curare e guarire: tutto ciò è vero per qualunque terapia medica e l’agopuntura non si sottrae alla regola. Facciamo una distinzione tra malattie funzionali e malattie organiche: nelle prime è alterata una funzione, nelle seconde assistiamo alla comparsa di alterazioni anatomiche, spesso irreversibili. Mentre nel primo caso l’agopuntura da sola manifesterà un’azione positiva fino alla guarigione in un’ampia percentuale, nelle seconde l’efficacia terapeutica sarà minore, le alterazioni irreversibili non subiranno mutamenti, ma potremo comunque ottenere un buon effetto sintomatico.