Di Manuela Sanguini e Roberto Gatto
Domenica 26 ottobre si è svolto il Seminario “La cultura del cibo: il cibo come nutrimento del corpo della mente, dell’anima”. Un sentito ringraziamento ai relatori e al pubblico che, nonostante lo splendido sole di ottobre, hanno deciso di trascorrere la giornata presso il Centro Studi So Wen.
L’incontro, rivolto sia ai professionisti della salute, sia al pubblico, ha esplorato il cibo nei suoi molteplici aspetti e ruoli: credo religioso, pensiero etico, rito, elemento identitario, tabù, pregiudizio, calore familiare, accoglienza, condivisione. Ed ancora, piacere, nutrimento, esperienza sensoriale, cultura enogastronomica, emozione, relazione, moda, economia e molto altro, perché il cibo … è un “fattore sociale totale”, ossia, “uno di quei fenomeni della vita sociale che, seppur specifico, appare tuttavia in relazione con tutti gli altri, rendendo possibile attraverso la loro analisi la lettura complessiva di un’intera società” (Marcel Mauss).
È stata analizzata la relazione intima che l’essere umano intrattiene con il cibo: ogni alimento è un pezzo di mondo esterno che introduciamo nel nostro corpo, rendendo il rapporto con il cibo personale e, allo stesso tempo, pubblico.
Ampio spazio è stato dedicato alle ultime ricerche delle neuroscienze, che dimostrano come l’atto del mangiare coinvolga tutti i nostri sensi: si parla di multisensorialità, cioè di quel momento in cui “tutti i sensi sono interconnessi” e di sinestesia, quel processo per cui, mentre si gusta un cibo o se ne avverte l’odore, si evocano colori, suoni o immagini.
Durante il pasto, i sensi e le percezioni sensoriali sono influenzati dal contesto: l’ambiente, i colori, i suoni, le persone presenti, il nostro umore e il livello di comfort contribuiscono all’esperienza e al gradimento. Questi elementi, apparentemente semplici e intuitivi, sono alla base della gastrofisica, una nuova disciplina che studia la complessità del consumo di cibi e bevande.
Attraverso riti, psicoterapia, con tappe obbligate nell’antropologia e nella storia dell’alimentazione, il cibo è stato considerato non come semplice carburante della nostra fisicità, ma come metafora vivente della storia umana, fatta di incontri, scontri, migrazioni e trasformazioni. E gli antropologi, che studiano i nostri comportamenti e le trasformazioni sociali, ci avvertono del rischio di perdere il valore del convivio, della condivisione nella preparazione e nel consumo dei pasti, nel cucinare per la famiglia, per preferire pasti veloci, talora precotti e consumati in solitudine, parlando con un video-commensale. La nostra società sembra aver creato una nuova religione: quella del corpo che porta dall’etica alla dietetica.
Il seminario si è concluso con un messaggio di sfida e coraggio: dobbiamo essere consapevoli del cibo che mangiamo per comprendere meglio noi stessi e il mondo che ci circonda.











Nelle foto:
Dott. Roberto Gatto (Presidente Centro Studi So Wen ETS)
Dott.ssa Sanguini (Medico chirurgo, psicoterapeuta; Presidente AIDM-Milano)
Ivano Auletta (relatore, cibo nella cultura arabo-islamica)
Giovanna Alcalay (relatore, alimentazione Kasherut)
Dott. Gabriele Piuri (Medico chirurgo, specialista in Scienze dell’Alimentazione)
Laura Caradonna (Presidente Consulta Femminile Interassociativa di Milano)