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Dalle Banche Dati (2020.08.31)

Analisi della letteratura medica sulla MTC


Dalle Banche Dati
(2020.08.31)

a cura di

Silvia Deandrea 

 

Questo mese segnaliamo l’articolo più recente di un gruppo di ricercatori del Massachusetts Medical Hospital che sta esplorando le differenze tra l’agopuntura “reale” e quella “immaginata”. Cosa significa immaginare di essere sottoposti ad un trattamento agopunturistico? Più in generale, l’uso dell’immaginazione a scopo terapeutico è una pratica antica, che più recentemente è stata anche riconosciuta efficace da un punto di vista scientifico contemporaneo per condizioni quali il dolore o lo stroke. Per quanto riguarda l’agopuntura, alcuni ricercatori suggeriscono che la sola anticipazione dell’intervento e la credenza nell’agopuntura stessa possano produrre modifiche diffuse dell’attività e connettività cerebrale. Il trattamento agopunturistico immaginato (VGAIT – video guided acupuncture imagery treatment) consiste nel mostrare al paziente un video che riproduce una seduta di agopuntura che la stessa persona ha ricevuto nella settimana precedente, chiedendo alla persona di concentrarsi sulla sensazione di manipolazione dell’ago immaginando che gli aghi siano applicati in quel momento sugli stessi punti visualizzati. Solitamente, la visione di un video di questo tipo evoca nello spettatore sensazioni molto simili a quelle sperimentate durante la seduta negli stessi punti di infissione dell’ago. I ricercatori del Massachusetts Medical Hospital hanno studiato questa procedura con approcci differenti: prima hanno condotto un trial a braccio singolo per valutare sicurezza ed efficacia della VGAIT nel trattamento della lombalgia cronica, poi hanno effettuato misure sulla connettività cerebrale tramite misura con risonanza magnetica funzionale (fMRI) sottoponendo i pazienti ad agopuntura manuale vera e VGAIT. Dal punto di vista clinico, gli autori riportano per la VGAIT un effetto clinico sul dolore cronico da lombalgia paragonabile a quello ottenuto dall’agopuntura manuale vera (-2.94 punti su una VAS 0-10), suggerendo così che la VGAIT possa essere un trattamento efficace. Tuttavia, dall’analisi delle misure di fMRI emerge un diverso pattern di attivazione cerebrale, suggerendo come questi due interventi in realtà differiscano nel meccanismo analgesico alla base della loro rispettiva efficacia. Secondo gli autori, la VGAIT tenderebbe ad attivare la connettività cerebrale, forse aumentando la comunicazione tra le regioni dei gangli della base e le aree prefrontali responsabili della risposta affettiva al dolore e al suo controllo, mentre l’agopuntura manuale tenderebbe a deattivarla, riducendo l’eccitabilità nelle regioni cerebrali correlate al dolore (es. sensorimotorie). Inoltre, nella VGAIT gioca un ruolo fondamentale l’attivazione dell’insula anteriore, area primariamente interessata nella produzione immaginativa. In conclusione, la VGAIT sembra essere un intervento promettente dal punto di vista della costo-efficacia, che condivide con l’agopuntura tradizionale la scelta degli agopunti ma che se ne differenza per le modalità di somministrazione e verosimilmente per i meccanismi di azione. Studi randomizzati di maggiori dimensione potranno sia dare risposta ad altri interrogativi ancora aperti come, ad esempio, la durata dell’effetto e il ruolo della variabilità individuale nella risposta, sia fornire indicazioni su possibili indicazioni d’uso nella pratica clinica.

 

 

 

Articoli citati nel testo

Cao J, Tu Y, Wilson G, Orr SP, Kong J. Characterizing the analgesic effects of real and imagined acupuncture using functional and structure MRI [published online ahead of print, 2020 Jul 17]. Neuroimage. 2020;221:117176. doi:10.1016/j.neuroimage.2020.117176

Cao J, Orr SP, Wilson G, Kong J. Imagined and Actual Acupuncture Effects on Chronic Low Back Pain: A Preliminary Study. Neural Plast. 2020;2020:8579743. Published 2020 Jul 1. doi:10.1155/2020/8579743

Cao J, Tu Y, Orr SP, et al. Analgesic Effects Evoked by Real and Imagined Acupuncture: A Neuroimaging Study. Cereb Cortex. 2019;29(8):3220-3231. doi:10.1093/cercor/bhy190

 

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