L’utilizzo dell’agopuntura nella sindrome da astinenza neonatale

a cura di Rita Cabano

Diagnosi e cura della sindrome da astinenza neonatale

Negli ultimi anni, si è osservato un aumento preoccupante dei casi di sindrome da astinenza neonatale (NAS), una condizione che colpisce i neonati esposti a oppioidi durante la gravidanza.
I neonati con NAS sviluppano già nei primi giorni di vita sintomi di astinenza, che vengono misurati tramite la scala di Finnegan. Questa scala valuta la presenza di sintomi legati al sistema nervoso centrale (come tremori, irritabilità e pianto inconsolabile), disturbi gastrointestinali (ad esempio vomito, diarrea, rigurgito) e alterazioni del sistema nervoso autonomo (come febbre, starnuti, sbadigli, sudorazione).
Quando il punteggio supera una certa soglia, si inizia un trattamento farmacologico, che spesso prevede l’uso di morfina orale o metadone. Tuttavia, il trattamento farmacologico comporta effetti collaterali significativi, specialmente se prolungato, e la gestione a lungo termine dei neonati esposti a oppioidi durante la gravidanza rappresenta una sfida clinica. Pertanto, è fondamentale esplorare e sviluppare terapie alternative non farmacologiche, che possano minimizzare i rischi associati all’uso continuativo di farmaci oppioidi nei neonati.

Il protocollo NADA: la strategia non farmacologica

Recenti studi suggeriscono che tecniche come il fasciamento stretto e la suzione non nutritiva possano ridurre lo stress e migliorare il controllo motorio nei neonati. Tra le opzioni complementari più promettenti vi è anche l’agopuntura, una pratica studiata fin dagli anni ’70 per alleviare i sintomi di dipendenza negli adulti.
In particolare, il protocollo NADA (National Acupuncture Detoxification Association) utilizza l’agopuntura auricolare per trattare i sintomi dell’astinenza negli adulti, con risultati incoraggianti.

Diversi studi clinici indicano che l’agopuntura può:

  • ridurre la dose di metadone necessaria durante la disintossicazione;
  • alleviare gli effetti collaterali dei farmaci oppioidi;
  • migliorare l’umore e ridurre l’ansia;
  • agire sui meccanismi neurochimici della dipendenza, aumentando endorfine e serotonina, e modulando il sistema dopaminergico e autonomo.

L’agopuntura laser

Un approccio particolarmente interessante per l’età neonatale è l’agopuntura laser, una tecnica non invasiva e indolore, adatta quindi all’ambito pediatrico.
Studi recenti ne confermano la sicurezza sia nei bambini che nei neonati.

Lo studio: tra punti auricolari e punti di agopuntura somatici

Tra il 2009 e il 2014, uno studio clinico controllato, randomizzato e in cieco è stato condotto in un ospedale austriaco per valutare l’efficacia dell’agopuntura laser come trattamento aggiuntivo nei neonati con NAS. Hanno partecipato 28 neonati, tutti nati da madri che utilizzavano oppioidi in gravidanza.
I neonati sono stati suddivisi in due gruppi: un gruppo ha ricevuto agopuntura laser associata a terapia farmacologica standard (morfina o fenobarbital), mentre l’altro è stato trattato solo con terapia farmacologica.

L’agopuntura laser è stata somministrata quotidianamente su punti specifici dell’orecchio e del corpo.
Il trattamento iniziava sempre dai punti auricolari (il destro prima del sinistro), seguito da punti di agopuntura somatici.
Ogni seduta di agopuntura veniva eseguita quando il neonato era rilassato (circa 1 ora dopo il pasto e dopo la somministrazione del farmaco oppioide). Veniva utilizzato un dispositivo a bassa potenza (penna laser LABpen MED 10), con lunghezza d’onda di 675 nm e potenza di 10 mW, diametro 1.5 mm. 

I punti utilizzati

I punti auricolari utilizzati erano: 

  1. sympathetic point (point 51);
  2. Shen Men (point 55);
  3. kidney point 95;
  4. liver point 97;
  5. lung point 101. 


Inoltre i 4 punti di agopuntura somatici utilizzati erano: 

  1. liver 3 
  2. large intestine 4 
  3. kidney 3 
  4. heart 7 

Obiettivo e risultati dello studio

L’obiettivo principale era valutare se questa tecnica potesse ridurre la durata del trattamento con morfina.
I risultati hanno mostrato che i neonati del gruppo trattato con agopuntura hanno avuto bisogno della morfina per un periodo significativamente più breve rispetto al gruppo di controllo: 28 giorni contro 39 (P = 0.019).
Anche il ricovero è stato più breve: 35 giorni rispetto a 50 giorni nel gruppo di controllo (P = 0.048).

Conclusione: i risultati promettenti

In conclusione, questo singolo studio ha dimostrato che l’agopuntura laser, utilizzata come terapia complementare, è stata efficace nel ridurre in modo significativo sia la durata del trattamento farmacologico, sia la durata ricovero ospedaliero nei neonati con NAS.
Questa tecnica, sicura, non invasiva e ben tollerata, si presenta come un’opzione promettente da affiancare alle terapie tradizionali, specialmente in considerazione dei potenziali effetti collaterali dei farmaci a lungo termine delle terapie con oppioidi.

Lo studio: digitopressione e semi di Vaccaria

Una recente revisione Cochrane sull’uso dell’agopuntura nella NAS ha identificato, oltre a questo studio del 2015, un solo altro trial randomizzato controllato, condotto negli Stati Uniti negli anni ’90.
Questo studio ha valutato l’efficacia della digitopressione tramite applicazione di semi di Vaccaria su specifici punti di agopuntura auricolare, senza però riscontrare una riduzione significativa nei tempi di trattamento farmacologico.

Le evidenze attualmente disponibili sull’uso dell’agopuntura nella NAS restano pertanto molto limitate e non sono conclusive sulla sua efficacia: esistono solo due studi in letteratura, con campioni di piccole dimensioni e risultati contrastanti. Nonostante ciò, l’agopuntura laser si presenta come una strategia promettente e meritevole di ulteriori approfondimenti.
Saranno necessari studi clinici randomizzati più ampi per chiarirne i benefici e i limiti, al fine di integrare al meglio questo approccio nella pratica clinica.

BIBLIOGRAFIA

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