Orticaria cronica e agopuntura
A cura di Edi Prandi
Orticaria acuta e cronica
Prurito intenso, pomfi, gonfiore localizzato (angioedema). Sono i sintomi dell’orticaria, che il 15-20% della popolazione ha vissuto, come episodio acuto, almeno una volta nel corso della vita.
Meno diffusa è fortunatamente l’orticaria cronica, definita come la persistenza di lesioni pomfoidi e/o angioedema per più di 6 settimane. Può essere spontanea, ovvero compare senza un evidente stimolo scatenante, o inducibile, cioè scatenata da fattori specifici come pressione, freddo, caldo, sfregamento (dermografismo), luce solare (orticaria solare) o aumento della temperatura corporea per esercizio fisico, stress, bagni caldi (colinergica).
Sintomatologia
Più frequente nella popolazione femminile, si manifesta con:
- pomfi: lesioni eritemato-edematose di breve durata, che abitualmente regrediscono nell’arco delle 24 ore senza esiti, in genere pruriginosi, ma possono essere associati a bruciore e dolore.
- angioedema: un gonfiore più profondo, che si sviluppa per edema del derma profondo e del sottocute, che interessa più frequentemente il volto (palpebre, labbra) ma può coinvolgere i padiglioni auricolari, le mani, i piedi e i genitali.
La patologia ha spesso un andamento altalenante e può regredire spontaneamente in un paio di anni, ma in circa un paziente su cinque la malattia persiste per oltre 5 anni.
Oltre all’impatto visivo dei sintomi a livello epidermico, la qualità della vita dei pazienti affetti è ridotta a causa del prurito, che interferisce con il riposo notturno, le attività quotidiane, le relazioni, la produttività lavorativa e il benessere emotivo.
Oltre ad evitare i fattori scatenanti nelle forme inducibili, la terapia di prima linea è rappresenta dagli antistaminici orali di seconda generazione. Se non si ottiene beneficio, si intraprende il trattamento con anticorpi monoclonali (omalizumab, dupilumab) e, nei casi più resistenti, alla ciclosporina (immunosoppressore).
Il ruolo dell’agopuntura
Recenti pubblicazioni scientifiche mostrano come l’agopuntura possa essere di aiuto in questa condizione, anche come integrazione alle usuali terapie farmacologiche.
In uno studio del 2024 sono stati arruolati 61 pazienti in terapia con omalizumab, 31 dei quali hanno anche ricevuto, per 8 settimane, un trattamento settimanale con agopuntura. Al termine della seduta venivano applicati microaghi auricolari, sostituiti ogni settimana. Gli autori hanno valutato due scores:
– Chronic urticaria Quality of life (CU-QoL) score, che prende in considerazione prurito, pomfi, impatto sulle attività quotidiane, interferenza con il sonno, limiti (inerenti ad alimentazione, attività sportiva, scelta cosmetici e abbigliamento), aspetto fisico (imbarazzo nei luoghi pubblici);
– Urticaria Control Test (UCT) score, che considera prurito, pomfi, disturbi del sonno, interferenza con le attività quotidiane.
Entrambi hanno mostrato un miglioramento significativamente maggiore nel gruppo di pazienti che avevano ricevuto agopuntura rispetto a quello di controllo, in terapia con il solo anticorpo monoclonale. Gli autori concludono quindi che la terapia con agopuntura può rappresentare un utile trattamento aggiuntivo per i pazienti con orticaria cronica che ricevono terapia con omalizumab. (1)
Una recente review
Una review del 2025, che include 6 lavori e oltre 600 pazienti, giunge alla conclusione che l’agopuntura rappresenta un potenziale trattamento complementare per i pazienti affetti da orticaria cronica spontanea, in quanto ne può migliorare i sintomi cutanei, il benessere emotivo, la qualità del sonno e la qualità della vita complessiva, oltre ad alleviare depressione e ansia. Infatti negli studi citati, un trattamento di agopuntura di 4 settimane, confrontato con sham ovvero “finta” agopuntura o al non trattamento, ha migliorato significativamente i valori di diversi scores, quali:
– Urticaria Activity Score over 7 days: valuta l’intensità dei sintomi dell’orticaria, in termini di numero dei pomfi e intensità del prurito, percepiti in una settimana.
– Pittsburgh Sleep Quality Index: questionario di autovalutazione per misurare la qualità del sonno negli ultimi 30 giorni, esaminando aspetti come l’orario di coricarsi/alzarsi, il tempo per addormentarsi, le ore di sonno effettivo, i disturbi del sonno e l’uso di farmaci,
– Dermatology Life Quality Index: analizza gli effetti dell’Orticaria Cronica Spontanea sulla qualità di vita del paziente, andando a misurare il grado di disagio sociale e psicologico connesso alla presenza della malattia, in riferimento alle attività quotidiane, all’abbigliamento, al lavoro e alla scuola, alle relazioni personali negli ultimi 7 giorni.
– Hamilton Anxiety Rating Scale: 14 item, ciascuno definito da una serie di sintomi e misura sia l’ansia psichica (agitazione mentale e disagio psicologico), sia l’ansia somatica (disturbi fisici correlati allo stress)
– Hamilton Depression Rating Scale: indaga sintomi depressivi, quali tristezza, disperazione, insoddisfazione della vita, disturbi del sonno e insonnia, perdita di interesse per le attività quotidiane.
Non si sono inoltre rilevati eventi avversi, a parte sporadici piccoli sanguinamenti sottocutanei in sede di puntura.
E’ quindi fondamentale che il paziente affetto da orticaria cronica si rivolga ad un centro di riferimento, in grado di formulare una diagnosi corretta e avviare una adeguata terapia, che può essere efficacemente coadiuvata da un trattamento agopunturistico.
BIBLIOGRAFIA
1. Hizli P. et al, Acupuncture Enhances Quality of Life and Disease Control in Chronic Spontaneous Urticaria Patients on Omalizumab: A Study of 61 Cases. Med Sci Monit. 2024 Oct 15:30:e945935. doi: 10.12659/MSM.945935.
2. Yunfeng Yu et al, Manual acupuncture for the treatment of chronic spontaneous urticaria: a systematic review and meta-analysis. Int J Surg. 2025 Oct 1;111(10):7285-7300. doi: 10.1097/JS9.0000000000002887
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