Chiude il Servizio di Agopuntura dell’Ospedale San Paolo di Napoli - 26/02/2011


Lo scorso 21 febbraio il dottor Ottavio Iommelli, Direttore della Struttura Dipartimentale di Agopuntura e Fitoterapia dell’Ospedale San Paolo di Napoli, aveva dato inizio ad uno “sciopero del sangue” per dire no alla chiusura del reparto, mentre alcuni pazienti si erano incatenati alle porte di ingresso.
A seguito della protesta Il commissario della AUSL Napoli 1 Mario Vasco ha incontrato il dottor Iommelli. Vasco ha spiegato che dal punto di vista tecnico e normativo non è possibile dare seguito alle richieste manifestate. Le prestazioni in oggetto non sono previste dal DPCM del 29 novembre 2001 e non rientrano dunque nei livelli essenziali di assistenza.
Al termine del colloquio, la protesta è rientrata. Il dottor Iommelli, all’uscita ha commentato "Mi ero appellato al fatto che il nostro Centro non eroga prestazioni LEA con ticket a carico della Regione, ma terapie che vengono pagate dagli stessi pazienti, seppur a prezzi accessibili. Il nostro ambulatorio dunque non rappresenta un costo per l'Asl Na1, anzi produce reddito per le casse dell'Azienda. Ma cadiamo - spiega subito dopo il confronto in direzione - su un cavillo giuridico". "L'accordo tra Regione e Governo per ripianare i conti in rosso della sanità campana, infatti prevede tra le altre cose che vengano soppresse le prestazioni extra, altrimenti verrebbero meno le risorse ministeriali previste. Dunque sembrano esserci ben poche speranze: il centro dovrà chiudere".
Iommelli ha chiesto una proroga del progetto fino al 15 marzo per completare i cicli di agopuntura in programma, e si è impegnato a presentare, su richiesta di Vasco, una apposita relazione dettagliata sulle attività e sui pazienti interessati. Il commissario si è riservato di dare una risposta dopo gli approfondimenti del caso.

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