Quanto costa una seduta di agopuntura? - 04/05/2012


di Roberto Gatto

Spesso leggiamo che l’agopuntura, a fianco di un’efficacia acclarata in un numero crescente di patologie e di rischi trascurabili, presenta dei costi irrilevanti.
Certo, l’affermazione corrisponde al vero se, parlando di costi, facciamo riferimento al materiale di consumo, perché tra aghi monouso, telini, guanti, ecc., difficilmente si supera l’Euro a seduta. Se però, nel valutare i costi dell’agopuntura, ci limitiamo a questa voce, evidentemente operiamo una sottostima, perché ve ne sono altre.

Per quantificare correttamente i costi di una seduta di agopuntura, quantomeno quelli sostenuti in ambiente pubblico, abbiamo interpellato la Direzione Presidio Territoriale Poliambulatori dell’Azienda Ospedaliera Istituti Clinici di Perfezionamento di Milano, che gestisce 22 Poliambulatori pubblici nell’area metropolitana milanese. Queste sono le cifre:

Costo orario personale medico € 52,00
Costo orario personale infermieristico / amministrativo € 22,00
Costi orari esercizio struttura (utenze, pulizie, ecc.) € 1,50 – 2,00
Servizi esterni (CUP) € 2,00 a visita

Le cifre di cui sopra si riferiscono, evidentemente, ai costi sostenuti da un’azienda ospedaliera per un servizio erogato con personale dipendente e non corrispondono alla retribuzione del personale stesso. Se sommiamo le varie voci otteniamo un costo orario che oscilla tra gli 80,00 ed i 60,00 Euro, a seconda che si faccia ricorso o meno a personale infermieristico.
Quante sedute all’ora si possono effettuare garantendo la qualità della prestazione? Il Centro Studi So Wen reputa non più di due (media tra prime visite e visite successive) e, all’interno delle Convenzioni che intratteniamo con Aziende Ospedaliere pubbliche e private, abbiamo sempre richiesto ed ottenuto che i pazienti trattati fossero due l’ora, utilizzando due studi.
Il costo effettivo di una seduta di agopuntura erogata in ambiente pubblico, laddove siano adottati i ritmi operativi di cui sopra, ammonta quindi ad una cifra variabile tra i 30,00 ed i 40,00 Euro, ai quali vanno detratti gli importi corrisposti dal paziente a titolo di ticket, variabili in funzione del fatto che le prestazioni siano erogate come singole sedute o a cicli. Non si tratta quindi di un costo irrilevante, ma di una spesa, magari poco manifesta, comunque non trascurabile, che la collettività si assume.

Quanto appena detto si presta a tre considerazioni.

1) L’agopuntura (e la MTC in genere) non salva la vita. In un periodo storico di ristrettezze economiche e di tagli di bilancio che toccano (sotto l’eufemismo della “razionalizzazione”) anche i farmaci salvavita, è illusorio pensare (ed ingiusto richiedere) che il costo delle prestazioni di agopuntura debba essere assunto dai Servizi Sanitari nazionale o regionali.

2) Noi agopuntori sappiamo e la comunità scientifica va sempre più scoprendo, che l’agopuntura è in grado di migliorare la qualità della vita, dai quadri patologici più benigni fino a quelli con prognosi infausta. Se i Servizi Sanitari non possono in questo momento sostenere la spesa di queste prestazioni, se non vogliamo che questa medicina sia riservata alle classi più abbienti, sopperiamo con il volontariato in favore delle categorie più deboli per censo e/o patologia.

3) Se, di questi tempi, la promozione della qualità della vita non rientra tra gli obiettivi primari della Medicina Pubblica, esistono dati molto promettenti circa il risparmio sulla spesa sanitaria ottenibile grazie all’agopuntura in varie affezioni. Si tratta di focalizzare la ricerca su questi settori, con investimenti pubblici modesti ma, plausibilmente, con ottimi ritorni per il Servizio Sanitario. E per i pazienti.
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