La Conferenza delle Regioni e delle Province autonome approva un documento sulle MnC - 31/12/2012



Il 20 dicembre scorso, su proposta del Gruppo Tecnico Interregionale Medicine Complementari, la Conferenza delle Regioni e delle Province autonome ha approvato un documento sulla regolamentazione dell’esercizio dell’agopuntura, della fitoterapia e dell’omeopatia da parte dei medici chirurghi ed odontoiatri. Il documento è stato trasmesso al Ministero della salute in vista dell'approvazione di un accordo Stato - Regioni.

Si tratta di un’iniziativa di estrema rilevanza che, dopo anni di attesa, segna una svolta nella formazione e nella pratica delle Medicine non Convenzionali / Complementari, “allo scopo di tutelare la libertà di scelta dei cittadini e quella di cura del medico e dell’odontoiatra”.

A fianco dei molti aspetti positivi contenuti nel documento, permangono alcune criticità che speriamo trovino soluzione nel cammino verso l’approvazione definitiva, in particolare le seguenti.

Esclusione di numerose MnC/MC. Se da una parte non vi è dubbio che agopuntura, fitoterapia ed omeopatia siano le MnC/MC più diffuse nel nostro Paese, stante lo scopo del documento, volto a tutelare la sicurezza dei cittadini e la libertà del medico, appare auspicabile l’estensione dell’iniziativa a tutte e nove le medicine di cui alla Deliberazione FNOMCeO di Terni 2002, anche in considerazione del fatto che alcuni Ordini dei Medici hanno già attivato dei Registri di tali medicine.

Durata minima dei corsi. Per come è formulato il documento l’inclusione negli elenchi degli Ordini è subordinata alla frequenza di corsi di durata minima triennale, con esami di merito annuali. Dato che l’ordinamento universitario extra specialistico prevede corsi post-laurea di durata annuale (Corsi di perfezionamento, Master di II livello), tuttalpiù estensibile a biennale, se non si ovvia a questo aspetto, la formazione universitaria nelle MnC non sarebbe riconosciuta, il che costituirebbe un assurdo. Vero è che il documento parla di accreditamento regionale di istituti pubblici e privati, mentre le università sono accreditate a livello centrale dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca Scientifica. Parrebbe quindi che la normativa non dovesse applicarsi alle università ed ai loro corsi, salvo che, in tal caso, si creerebbe una disparità tra i corsi degli istituti accreditati (obbligati minimo alla triennalità) e quelli universitari (liberi di concentrare la durata in uno/due anni).

Monte ore. L’adozione di un monte ore unico per le tre medicine desta molte perplessità se si considera che, ad esempio, l’apprendimento dell’agopuntura richiede lo studio di una fisiologia e di una patologia profondamente diverse da quelle occidentali (quindi 500 ore sono sicuramente poche), mentre la fitoterapia si fonda sul medesimo pensiero medico, dunque necessita di un apprendimento più breve (quindi 500 ore sono probabilmente troppe).

FAD. Il documento fissa una percentuale massima del 30% sul monte ore teorico dedicata alla formazione a distanza. Da una parte ci parrebbe utile operare una distinzione tra le varie modalità di formazione a distanza, perché esiste una evidente differenza tra la lettura di un testo con risposta ad un questionario spedito per posta, la proiezione di un audiovisivo (un e-listening) ed un autoapprendimento con tutoraggio in tempo reale o differita breve. Dall’altra vorremmo sottolineare come nel programma ECM non esistano limiti ai crediti acquisiti mediante FAD (salvo che per gli infermieri, dove vige un massimo del 60%) e, anzi, i crediti attribuiti dalla
FAD con tutoraggio siano 1,5 per ogni ora di impegno previsto, contro 1 credito (incrementabile o decrementabile del 25% a seconda del numero dei partecipanti) attribuito dalla formazione frontale. Questa penalizzazione della FAD appare incomprensibile soprattutto se si tiene conto che la formazione nelle MnC, non è una formazione sanitaria vera e propria (altrimenti non rientrerebbe nella competenza delle Regioni e del Ministero della salute, ma del MIUR), bensì un aggiornamento, destinato a professionisti in attività, per i quali la flessibilità di orari e la fruibilità da qualunque postazione internet è un aspetto da privilegiare, non certo da penalizzare.

Obiettivi formativi. Il documento specifica in dettaglio gli obiettivi formativi generali e cita solo genericamente quelli specifici di ogni disciplina. Sorge spontanea la domanda: a chi verrà demandata la definizione dei questi ultimi? Si farà riferimento a linee guida internazionali? Verrà istituita un’apposita commissione e, se sì, con quali criteri? Purtroppo il documento non fornisce una risposta a tali quesiti.

Accreditamento. Il documento indica con chiarezza i requisiti del direttore didattico e del corpo docente. Non si fa invece menzione dei requisiti delle strutture didattiche, né di sistemi di controllo e certificazione della qualità. Anche in questo caso, la definizione di questi aspetti sarà demandata ad un’apposita commissione? Sempre nel paragrafo inerente l’accreditamento, si afferma “Possono essere accreditati le associazioni, le società scientifiche e gli enti pubblici e privati di formazione costituiti da professionisti qualificati con competenze curriculari specifiche nelle discipline sopra elencate”. Immaginiamo che il termine “costituiti da” debba essere inteso come “che si avvalgano di”, in quanto una cosa è la compagine societaria, altra la composizione del corpo docente.

Norme transitorie. Ben si comprende la loro necessità, sia per l’accreditamento degli istituti di formazione, sia per l’inclusione negli elenchi presso gli Ordini. A quest’ultimo proposito, ci poniamo però una domanda: che cosa avverrà per quegli Ordini che, avendo già provveduto all’istituzione dei Registri, hanno concluso la fase transitoria e già richiedono un monte ore minimo di 500 ore? Saranno costretti ad una nuova sanatoria?

Speriamo che questi aspetti critici trovino una soluzione, in un documento dagli indubbi meriti e della cui realizzazione ringraziamo il Gruppo Tecnico Interregionale Medicine Complementari, ed in particolare la dottoressa Sonia Baccetti, che ne è stata la coordinatrice.

Roberto Gatto



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