Molte. In primo luogo il numero di sostanze selezionato in oltre 2500 anni di pratica clinica, i cui risultati ci sono stati trasmessi in forma scritta. A fronte delle poche centinaia di rimedi della fitoterapia occidentale, quella cinese ha selezionato oltre 7000 sostanze. In secondo luogo il fatto che la fitoterapia cinese adotta di regola formule composte (da 3-4 ad oltre 20 componenti), nelle quali i vari rimedi vengono associati con lo scopo di potenziare i benefici e ridurre i possibili effetti collaterali. Queste formulazioni ed associazioni sono state applicate per secoli, a formare la più ampia sperimentazione in campo umano a nostra disposizione. In terzo luogo il fatto che la fitoterapia occidentale, avendo per lungo tempo subito la concorrenza vincente del farmaco di sintesi, è per larga parte scomparsa dalle conoscenze dei medici, riducendosi ad una pratica salutare. La fitoterapia cinese, al contrario, spazia dalla dimensione salutare fino a quella di una farmacologia vera e propria, tanto che in Cina è praticata in ambiente ospedaliero anche in patologie gravi, in associazione o meno alla farmacologia occidentale. Molte le sperimentazioni a disposizione, alcune delle quali condotte anche in Italia in ospedali pubblici. L’ultima differenza, benché possa apparire paradossale, è che la fitoterapia cinese è la più indagata al mondo in termini farmacologici occidentali, con monografie dettagliate sull’assorbimento, il metabolismo, il catabolismo e gli effetti farmacologici dei suoi principi attivi.
Qualunque sostanza, compresi l’acqua e l’ossigeno, non è priva di possibile tossicità se si prescinde dal dosaggio. Nel repertorio fitoterapico cinese, in funzione dei dosaggi abituali, esistono sostanze salutari, sostanze con effetti farmacologici via via più pronunciati, rimedi dotati di tossicità vera e propria. Da anni l’Associazione Farmacoterapia Cinese - AFAC - combatte strenuamente l’impiego di sostanze fitoterapiche cinesi dotate di tossicità acuta, subacuta o cronica, anche solo sospette, e le ricette che ne contengano. Ugualmente, sconsigliamo l’impiego di rimedi di origine animale, sia per motivi animalistici, sia perché la carica batterica e virale di tali sostanze può renderle pericolose. Se prescritta da un esperto, la fitoterapia cinese presenta effetti collaterali nulli o trascurabili.
Certamente ad un medico esperto nella materia, in quanto l’assunzione di queste sostanze necessita di una diagnosi: ciò che è indicato per un paziente è controindicato in un altro, il dosaggio adatto ad un individuo può essere errato - per eccesso o per difetto - in un altro. Si suggerisce di evitare l’autoprescrizione o seguire il consiglio di persone non edotte in materia.
La sua composizione deve essere indicata in Italiano per la totalità dei componenti e delle percentuali (rifiutate prodotti con la dizione “ed altro”). Il produttore e/o il commercializzatore deve essere stabilito nella Comunità Europea e la confezione deve riportarne nome ed indirizzo. Il produttore deve essere in grado di fornire al punto vendita i certificati di analisi inerenti la materia prima ed il prodotto finito. La confezione deve riportare un lotto di produzione e una data di scadenza.
Consigliamo di rivolgersi al vostro farmacista di fiducia, poiché è l’unico abilitato per legge a preparare una ricetta magistrale in taglio tisana e perché, per quanto riguarda i prodotti pronti, potrà fornirvi le informazioni e le garanzie necessarie. Diffidate della cessione di prodotti e/o preparati da parte di personale non abilitato, ivi compreso il medico.
Dipende dalla patologia: in affezioni acute (ad esempio raffreddore comune, influenza, gastrite acuta) per tempi brevi; settimane o mesi nelle affezioni croniche. Comunque, i risultati debbono essere apprezzabili in una/due settimane anche nelle affezioni croniche.
Si sconsiglia di assumere fitoterapici cinesi in corso di terapie farmacologiche anticoagulanti e, in alcuni casi, in associazione ad antidiabetici. È comunque buona norma segnalare al vostro medico qualunque terapia farmacologia in atto.
Sono variabili a seconda che si tratti di fitoterapici in taglio tisana (in genere più costosi) o di prodotti pronti. Fra questi ultimi, gli estratti secchi in compresse o sfusi, presentano un rapporto prezzo/qualità più vantaggioso rispetto alle preparazioni di piante polverizzate. In generale, il costo terapia mensile varia tra i 25 ed i 35 €.