AGOPUNTURA E MEDICINA NATURALE

 

Considerazioni introduttive

Nel capitolo 13 del Su Wen, l’Imperatore Huangdi rivolge questa domanda al suo medico di corte Qibo:

“Ho sentito che nei tempi antichi ....erano sufficienti gli incantesimi. Ai giorni nostri per curare le malattie si impiegano rimedi farmacologici per trattare l’interno, aghi e pietre per trattare l’esterno”.

Questa impostazione ha da sempre caratterizzato il pensiero medico cinese: la farmacologia è metodica interna, che agisce primariamente e direttamente sul li (organi interni), laddove l’energia viene prodotta, l’agopuntura è metodica esterna che agisce primariamente e direttamente sul biao e sul sistema di distribuzione dell’energia (sistema dei canali). Agopuntura e farmacologia, sebbene fondate sugli stessi principi, riconoscono campi di applicazione preferenziali: per la farmacologia la medicina interna (sindromi tendenzialmente croniche, prevalentemente carenziali), per l’agopuntura e la moxibustione, affezioni esterne (sindromi tendenzialmente acute, prevalentemente da eccesso). In ultima analisi interno ed esterno, deficit ed eccesso sono strettamente interconnessi nell’organismo, ma l’appropriatezza della terapia gioca un ruolo fondamentale nei risultati clinici.

In Occidente il Medico agopuntore si trova ad affrontare prevalentemente affezioni interne e croniche, nelle quali la farmacologia è la terapia di prima scelta. Nonostante ciò, l’impiego dei rimedi medicinali in Italia è ancora secondario rispetto non solo alla Cina, ma anche ad altri Paesi occidentali.

I motivi di questa ridotta diffusione sono da ricercare nell’incertezza normativa, nell’impegno richiesto dallo studio di una disciplina rigorosa come la farmacologia, nel fatto che in Italia l’esercizio dell’Agopuntura è riservato ai Medici, abilitati a prescrivere farmaci, che spesso si rivolgono a questa disciplina perché stanchi della iatrogenicità di qualunque terapia farmacologica.

INCERTEZZA NORMATIVA. Con la pubblicazione del Decreto 27 marzo 2014 i Ministeri della Salute italiano, francese e belga, hanno adottato una lista classificativa comune, la lista BELFRIT. Essa comprende circa 140 rimedi vegetali di origine cinese che possono essere impiegati negli integratori alimentari in forma singola o associata. Per ognuna delle sostanze accettate Il Ministero italiano fornisce anche delle indicazioni riconosciute. I prodotti notificati sono accettati dal Ministero per quanto riguarda composizione ed indicazioni, quindi prescrivibili in tutta sicurezza.

IMPEGNO. L’impiego dei rimedi farmacologici cinesi manifesta una doppia utilità per il Medico agopuntore: in primo luogo amplia le risorse terapeutiche a sua disposizione, dall’altra approfondisce, sistematizza ed affina le capacità diagnostiche mediante una precisa applicazione dei Quattro Metodi e delle Otto Regole. La formazione in Farmacologia Cinese è fin qui avvenuta in due anni di corso, di cui il primo dedicato alla Materia Medica, con lo studio di oltre 250 rimedi, il secondo alle ricette composte principali, circa 120. Certamente si trattava di uno studio impegnativo, che andava a sommarsi ai quattro anni di formazione in Agopuntura, un carico di lavoro che non tutti erano in grado di affrontare.

IATROGENICITÀ. Qualunque sostanza non è priva di effetti collaterali se si prescinde dalle sue caratteristiche intrinseche e dal dosaggio, sia essa di sintesi o “naturale”. A fronte di questa verità di fondo, però, i prodotti di origine naturale sono genericamente più maneggevoli di quelli di sintesi. Riguardo poi alla possibile tossicità dei rimedi vegetali di origine cinese, questa è chiaramente codificata e comprovata da oltre duemila anni di impiego in campo umano. In questo senso la Lista BELFRIT ammette unicamente sostanze prive di tossicità ed offre garanzie al prescrittore e all’utilizzatore. Infine, aspetto ancor più importante, mentre la Farmacologia Occidentale è prevalentemente orientata al contrasto dell’evento morboso, la Farmacologia Cinese è indirizzata soprattutto al “sostegno del corretto”, il che la rende maneggevole, adatta ad impieghi prolungati nel tempo. Una base indispensabile quale sostegno alla terapia agopunturistica.

PRECISAZIONE IMPORTANTE. La lista BELFRIT ha allargato il numero delle sostanze cinesi ammesse negli integratori alimentari e, conseguentemente, quello delle ricette composte che ne contengano. Al contempo l’impiego di qualunque sostanza (o ricetta che li utilizzi) che non sia repertoriata nella Lista BELFRIT è proibito. Questa restrizione riguarda non solo i preparati pronti, ma anche le preparazioni galeniche (ricette magstrali, preparate dal farmacista, in farmacia partendo da materie prime controllate, su prescrizione medica) in base a  quanto segue:

“Per evitare  che il  medico possa  far ricorso… a medicinali nocivi o, comunque, non  noti alle autorita' sanitarie, il comma  1 stabilisce  che, in  linea  di principio,  i medici  possono prescrivere preparazioni magistrali esclusivamente a base di principi attivi  descritti nelle  farmacopee dei  Paesi dell'Unione  europea o contenuti   in  medicinali   prodotti  industrialmente   di  cui   è autorizzato  il commercio  in  Italia o  in  altro Paese  dell'Unione europea.”.

 Comunicato riguardante l'attuazione del decreto-legge 17 febbraio 1998, n. 23, recante: "Disposizioni urgenti in materia di sperimentazioni cliniche in campo oncologico e altre misure in materia sanitaria".  (GU Serie Generale n.45 del 24-2-1998)

Purtroppo, delle circa 300 sostanze comunemente impiegate nelle ricette classiche, oltre la metà non sono repertoriate né nella Lista BELFRIT, né nelle Farmacopee Europee, quindi non possono essere impiegate.